26.11.2019

Dopo le elezioni del 2019 - V

Uno sguardo al domani

È evidente: Pechino deve fare qualcosa.
Ormai lo si sa: tutte le volte che una legge - successe già nel 2003 - attenta alla libertà di stampa e di espressione la popolazione di Hong Kong si mobilita, fiera della propria specificità e indipendenza. Oggi, ed è davvero chiaro dalla lettura dei manifesti e dei blog degli studenti, alla richiesta d'inviolabilità della libertà di espressione si è aggiunta la richiesta di una commissione che indaghi sui comportamenti della polizia. Una commissione di siffatta natura avrebbe seri problemi ad essere istituita non solo a Hong Kong, ma anche a Washington, Parigi, Londra.

La Repubblica Popolare Cinese sta spengendo i principali focolai di tensione con un sistema che ha sempre funzionato nei quasi 2300 anni di governo centralizzato: il trasferimento della popolazione; mutare alla base la composizione delle regioni che creano problemi trasferendo popolazione dalla Cina interna.
Si fa un gran parlare del Xinjiang, ma quello che si ignora è che ormai i dati sulla popolazione residente in Xinjiang non sono più - e da molto tempo - quelli delle statistiche. Ci sono in Xinjiang città che ufficialmente risultano essere ancora uigure solamente perché a fronte di 150.000 abitanti registrati uiguri, solo una parte minima degli oltre 800.0000 / 1.000.000 di cinesi è registrata come residente in Xinjiang. Di fatto i Uiguri oggi in Xinjiang sono già una minoranza, ed ancor più lo saranno nei prossimi anni qualunque sia il loro tasso di natalità. Il flusso migratorio dalla Cina al Xinjiang è da oltre venti anni continuo ed è, di fatto, inarrestabile. 

Questa opzione non è praticabile a Hong Kong dove proprio l'emigrazione cinese (alcune centinaia di migliaia ogni anno) ha di fatto saturato il mercato immobiliare. Ma a Hong Kong non c'è spazio per nuove costruzioni e quindi il valore degli affitti e degli immobili è destinato a crescere. In altre parole oggi, sulla base di quello che si vede, non c'è soluzione possibile. Per tutti è ormai difficile e costoso trasferirsi a Hong Kong e viverci. D'altra parte i ragazzi neolaureati non sempre sono disposti ad andare a lavorare in Cina rinunciando a quello stato privilegiato cui - come cittadini di Hong Kong - hanno diritto.

Un nuovo elemento di tensione già annunciato nelle passate analisi si sta imponendo: la popolarità degli studenti di Hong Kong è precipitata in Cina da quando hanno cominciato a parlare di indipendenza. Il movimento democratico di Hong Kong può oggi contare solo sulla simpatia occidentale che ben difficilmente si trasformerà in qualcosa di più sostanzioso.

In breve: la situazione sembra incartata e senza sbocco. Tuttavia in questo sito si studiano documenti esistenti e fatti avvenuti. Chi è interessato a sondaggi sul futuro dovrà rivolgersi a altri siti o pubblicazioni (fine).


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