26.11.2019

Dopo le elezioni del 2019 - II

Successo di eletti e di voti, ma non così completo

Una analisi del comportamento degli elettori, a poche ore di distanza dalla chiudura dei seggi, suggeriva una lettura quasi enfatica dell'affermazione delle liste pro-democrazia. Non c'è alcun dubbio: il successo resta importante. Tuttavia se si raffrontano questi dati con quelli delle elezioni precedenti si noterà alcuni elementi di un certo interesse  che delimitano con maggiore precisione i confini esatti di questa vittoria.

  1. Dal 2003 a oggi le liste pro-democrazia sono ormai stabilmente oltre il 50% dei votanti con punte che hanno fiorato più volte valori compresi tra il 56% e il 60%. L'incremento relativo rispetto alle ultime elezioni del fronte democratico è un non così clamoroso +2%.
  2. La disfatta elettorale della lista pro-Pechino - DAB - è legata a una serie davvero infinita di sconfitte di misura seggio per seggio, sconfitte a volte legate a poche centinaia di voti. La vittoria è stata amplificata nelle sue conseguenze elettorali dalla caratteristica dei collegi e della legge elettorale vigente a Hong Kong. Un poco come accaduto negli USA a H. Clinton contro Trump: decisa vittoria al voto popolare ma sconfitta nel calcolo dei seggi.
  3. Cosa ha impedito alle liste DAB di ottenere lo stesso successo degli anni passati? Si sono presentati, nel campo fedele a Pechino, numerosi candidati indipendenti che non hanno avuto alcuna possibilità di vittoria ma che hanno impedito la vittoria delle liste pro-Pechino. Candidati che hanno creduto che il crollo della credibilità del governo locale e della governatrice Lam fosse così irreversibile che l'unica possibilità era affrancarsi dagli schieramenti ufficiali e correre per proprio conto. Purtroppo (o meno) per loro, lo schieramento di Pechino non ha subito il tracollo che immaginavano o, in alternativa, non sono stati loro ha intercettare lo scontento. Con il loro misero 5-7% non hanno vinto, ma hanno fatto perdere DAB come forse immaginavano, forse volevano. Forse non sospettavano.
  4. A poche ore di distanza dalle elezioni è ormai evidente che se la vittoria dellp schieramento democratico è totale, il fronte pro-Pechino non soltanto non ha perso voti, ma in molti casi li ha aumentati. Il delta tra i due schieramenti si è spostato grosso modo del 2%, non del 50% come potrebbe sembrare osservando il numero dei seggi assegnati alle forze democratiche.


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