17.12.2018

Sun Yatsen, Pechino e Taipei - III

A integrazione dell'articolo comparso su Limes 11 / 2018

Sun Yatsen e i riformatori cinesi hanno chiaro il senso complessivo di questo processo; capiscono che la forza degli stati Occidentali è ancorata anche a questo senso di appartenenza, di identità condivisa: l'essere parte di una nazione. E naturalmente si chiedono su quali valori potrebbe essere fondata la nazione Cina che vogliono fare nascere. Tuttavia hanno davanti a sé un quadro storico completamente diverso. L'impero Qing non ha unità linguistica, non ha unità di tradizioni (fengsu); non è nemmeno definito geograficamente, anzi. C'è tuttavia qualcosa di comune a tutti i popoli, a tutte le comunità linguistiche che hanno convissuto nell'Impero: sono i riti (li).

Il termine non ha possibili traduzioni e quella proposta (riti) rende la comprensione ancora più intricata. Si può dire che la parola riti / li riassuma il complesso dei comportamenti che creano armonia tra l'uomo e il mondo. Ovvero il riconoscersi in riti (comportamenti) che possono essere familiari o di stato, possono avere o non avere valenza religiosa, ma che comunque ispirano e dettano le regole di un armonioso vivere sociale. Questi riti sono legati a Confucio? Sono espressione delle culture tradizionali contadine? Dei millenni? In questa sede non è importante definirlo. In un popolo come quello cinese caratterizzato da secoli di analfabetismo di massa riesce scarsamente credibile che siano da attribuire a un unico pensatore e alla sua scuola. Basterà qui ricordare che sono comportamenti virtuosi comuni a più popoli, a più comunità linguistiche vissute per secoli all'interno dell'Impero.

Sun Yatsen nota che c'è dunque qualcosa di comune cui appellarsi per risvegliare il popolo cinese: tuttavia il paese ne diffida, anzi pare avere voltato le spalle alla tradizione. C'è voglia di rafforzarsi, di imparare dall'Occidente. Difficile proporre a una società che sta cambiando di guardare indietro. Ma impossibile costruire qualcosa di solido se non basandosi sulla tradizione dei popoli dell'impero.  È questo il problema politico di Sun Yatsen, ed è nell'efficacia della soluzione individuata che sta il suo genio politico e la sua fortuna.

(3 - continua)