25.10.2017

Il Congresso del PCC: cultura e ideologia al comando

La Cina dei letterati prosegue imperterrita

È parte della minuscola squadra che reggerà le sorti del paese Wang Huning (62 anni), uomo che da molti anni è stato seguito da Polonews e segnalato come uno dei più influenti teorici del comunismo cinese. È l'ennesima conferma dell'importanza che Xi e il Partito danno alla tenuta sociale. 

Le sfide che il paese deve affrontare sono enormi e solo la condivisione di un progetto teorico e politico, solo la sua continua articolazione sul campo giorno per giorno, consentiranno alla Cina di entrare in un futuro completamente diverso senza timore di separazioni e cesure. La politica culturale è oggi, da questo punto di vista, più importante di quella economica e finanziaria. Senza l'unità della nazione, senza la costruzione di una compagine sociale forte e coesa il paese non potrà andare da nessuna parte. Da qui la necessità di dare primaria importanza al ruolo dell'ideologia, dei valori di fondo, dei principi cui la società cinese deve ispirarsi. ‘Le quotazioni in borsa cambiano ogni giorno, i valori più profondi dell'uomo no.

È l'ennesimo segnale rivolto agli economisti e tecnocrati di tutto il mondo che, verosimilmente, in virtù della tragicomica teoria che ‘le scarpe si fanno ovunque nello stesso modo' finirà anche stavolta ignorata. L'ingresso di Wang Huning nel ristrettissimo gruppo di 7 dirigenti del comitato permanente non ha possibili raffronti che possano spiegarne a un lettore italiano l'alto valore. Sarebbe come nominare in Italia Ministro dell'Interno Don Luigi Ciotti o il filosofo Umberto Galimberti. 

In questo la Cina si conferma una grande potenza letteraria (si immaginano i commenti…). Come la Cina solo la Francia di Mitterand vanta una storia segnata dalla piena consapevolezza che la cultura non è né un pozzo petrolifero da offrire a polacchi Ryanair-giunti, né una prebenda per la pubblica amministrazione. La cultura in Cina è lo strumento attraverso cui un governo - nel bene e nel male - viene chiamato a illustrare, spiegare, condividere e essere parte di un progetto cui nessuno è escluso. La cultura deve e può esercitare un ruolo di inclusione e di coinvolgimento tanto più importante perché la società si sta avventurando in una terra incognita e nessuno sa cosa riserverà il futuro. 

Concetti ordinari nella Roma repubblicana e imperiale; semplici da spiegare - fin troppo ovvi - anche per un francese; Probabilmente enermetici come un manoscritto circasso per i molti nostri dirigenti politici.