25.10.2017

Il Congresso del PCC: nessun 'nuovo Mao'

Pensionamento, ricambio della dirigenza, Xi 'nuovo Mao'....

Sul piano istituzionale, che molto interessa coloro che seguono le vicende cinesi, Xi ha assestato un colpo molto importante di principio e di metodo. Senza perdersi in inutili teorizzazioni - fiumi di parole erano state scritte nelle settimane precedenti da molti cultori della prassi del ‘buco della serratura' sul ricambio, mancato ricambio, Tizio che resta nonostante abbia 69 anni, eccetera - Xi ha introdotto nell'ufficio politico permanente cinque persone nuove e nessuno di coloro che avrebbero dovuto preparare il non abbandono di Xi è stato confermato. Dunque, nonostante il molto detto, la regole del '67 anni sei dentro, 68 anni sei fuori' è stata applicata nuovamente e questo fa capire che - almeno al momento attuale - Xi potrebbe non avere alcuna intenzione di ripresentarsi tra quattro anni. 

Vitale e probabilmente positivo è stato il venire meno del rigido protocollo per cui già al momento della nomina si sapeva chi sarebbe stato colui che - verosimilmente - avrebbe ‘corso' da nuovo premier e da nuovi segretario del partito. In breve Xi ha riportato la decisione sui futuri dirigenti della Cina a un contesto di maggiore fluidità dove il solo principio conservato sembrerebbe essere quello dell'età. Questa fluidità - ha affermato - va messo in relazione con le sfide che la Cina deve affrontare: sfide che sono molte e consistenti. È importante che il potere politico conservi, più che regole, la elasticità necessaria per prendere le decisioni che servono.