19.10.2017

Brevi note sul linguaggio di Xi Jinping 1

Nell'intervento di Xi Jinping ricorrono continuamente formule, modi di dire, chengyu 成语, che possono risultare incomprensibili e che riflettono una lunga tradizione cinese: sintetizzare in poche immagini ben riconoscibili un ragionamento complesso su cui la discussione è stata fatta in modo adeguato ed è quindi ben nota. Tutto questo permette di ridurre la lunghezza del testo senza perdere in comprensibilità.

Non è  tradizione particolarmente 'cinese', la politica, in tutte le nazioni, usa affidarsi a queste formule che spesso cambiano significato a seconda del contesto in cui sono inserite. Esempi del linguaggio politico italiano sono: alternanza, compromesso storico, autonomia dei governi locali, salvaguardia dell'ambiente, ecc.

Quattro atteggiamenti (四风)
L'espressione fa riferimento ai quattro comportamenti deviati e devianti che sono stati adottati da dirigenti del partito e che ne compromettono l'azione. Per una analisi approfondita si veda di chi scrive Storie di uomini e di fiumi. Più sinteticamente essi sono:

a)  Formalismo (形式主义, xíngshì zhǔyì): ricevuta l'indicazione dal partito se ne eseguono le direttive senza porsi il problema se funzionino o meno o senza alcuna intelligente mediazione. Tra gli esempi più denunciati: direttiva del partito, incrementare la disponibilità d'acqua per gli agricoltori. Attuazione della direttiva: si fanno scavare nuovi pozzi, si annuncia di avere dato compimento alle direttive del partito. I pozzi in realtà sono inquinati e la popolazione non può utilizzarli, Al dirigente formalista non interessa né molto né poco, lui il suo dovere lo ha fatto.

b) Burocratismo (官僚主义, guānliáo zhǔyì): l'insieme combinato di assenteismo, inefficienza, prepotenza formale e lentezza. Non occorrono esempi, in particolare per un italiano …

c) Compiacimento, letteralmente edonismo,  (享乐主义 , xiǎnglè zhǔyi). È il compiacersi di come si è sempre operato, il dire 'fino ad ora abbiamo fatto sempre così ed è sempre andata bene'; coincide con il non volere mutare, accontentarsi di come sono andate le cose negli ultimi anni, opporsi al nuovo.

 d) Procedere in modo stravagante, non scientifico (奢靡, shēmí). Lavorare a casaccio. Tra gli esempi più denunciati: ricevuta la direttiva di potenziare il turismo nelle aree depresse promuovendo il miglioramento delle infrastrutture, molti dirigenti hanno trasformato le vecchie scuole costruite negli anni Novanta - ed ora deserte per il trasferimento delle popolazioni in città - in alberghi. Nessuno di loro si è posto il problema se aveva senso costruire un albergo e se esisteva una domanda turistica in tal senso. Tuttavia nella duplice assemblea Lianghui l'accusa è molto dettagliata: costruito con i soldi della collettività l'albergo di cui non c'è alcun bisogno, il dirigente - preso atto che è vuoto - ci si trasferisce con la sua famiglia e i suoi più diretti collaboratori. Piccola reggia rurale in mezzo alla miseria delle popolazioni.