12.09.2017

Il Congresso è vicino 3

"Questi sono comunisti!!!" (il prof. Sapelli, In onda, Lasette, 7 settembre 2017)



Più o meno dodici anni fa, festa dell'Unità. Un sottosegretario spegne ogni dibattito sulla Cina. "Lei Cammelli si illude se pensa che questi stiano ancora ragionando in termini politici. Hanno una sola preoccupazione in testa: fare soldi." Qualche mese dopo a un incontro di professori di Economia un ordinario ribadisce lo stesso concetto: "Cammelli, lei è rimasto indietro. Il Partito non esiste più. È un comitato d'affari, più o meno corrotto."

Nel 2009 in una serie di articoli di Polonews culminati nella pubblicazione di un libro (Secondo i cinesi) l'allarme venne ripetuto.
Il problema - scrivemmo - NON è l'esistenza del Partito Comunista Cinese in tutti i settori della pubblica amministrazione cinese.
Il problema NON è la presenza del PCC in tutti i punti chiave dell'economia e della finanza cinese.
Il problema NON è la presenza di quadri comunisti in posizione dirigente negli Istituti Confucio.
Il problema NON è la presenza di dirigenti comunisti cinesi all'interno delle principali istituzioni finanziarie e politiche internazionali apparentemente 'bonificati' da un master a Columbia o a MIT.

Il problema è quello di una classe politica italiana (i francesi e gli inglesi sono molto, ma molto più attenti) che ignora questo problema fingendo di essere oltre, di avere capito più degli altri. Il problema è quello di un mondo di insegnanti e di esperti di economia che fingono non abbia alcuna importanza mettere a fuoco se il professore cinese con cui stanno discutendo è o meno iscritto al PCC.

Giorni fa a una trasmissione della Sette (In onda) il prof. Giulio Sapelli ha scoperto finalmente l'America. In tono concitato e sdegnato ha annunciato al pubblico che il PCC controlla ora anche le principali leve dell'economia cinese e che - addirittura - Xi Jinping sta facendo pulizia rimuovendo centinaia di migliaia di quadri.

Abbiamo abbastanza senso del ridicolo e sufficiente consapevolezza della limitata rilevanza delle nostre pagine per non farci illusioni. Il problema è che il prof. Sapelli certamente ignora non solo l'esistenza di Polonews e di Stefano Cammelli, ma anche di una sterminata letteratura sul partito e la Cina contemporanea, guidata dai grandi esperti Tony Saich e David Shambaugh. Diversamente si sarebbe meravigliato ben poco. Si dia pace, il prof. Sapelli: il PCC ha un controllo ferreo sull'economia cinese da sempre. La differenza è che oggi si annuncia anche al mondo intero quello che gli esperti di Cina conoscono da sempre. In questo senso non sembri inopportuno richiamare ancora una volta Storie di uomini e di fiumi. Ci sono pagine importanti a questo proposito, proprio là dove si analizza il rapporto tra PCC, governo locale e economia. 

Non resta che esprimere l'augurio che questa ritrovata sensibilità al problema conduca a passi avanti nelle conoscenza delle vicende della Cina e del Partito che la guida. Scoprirsi Cassandra è abbastanza seccante oltre che inutile. Ma disastroso sarebbe - per l'Italia e per le nostre istituzioni finanziarie e universitarie - continuare a ragionare come la Vispa Teresa in un film horror. Il PCC esiste, amministra nel complesso bene la Cina, controlla molta stampa cinese pubblicata in Europa e in USA. È rappresentato da un numero infinito di studenti, professori, lettori, consulenti: tutti molto impegnati a rispondere - se messi alle strette - che 'sì, sono iscritto al PCC ma questo non vuol dire nulla.'

Da quasi quaranta anni studiamo la storia del PCC e della Cina. Siamo stati più volte accusati di essere più realisti del re e di difendere la Cina sempre e comunque. Bene, da questo indesiderato e erroneo pulpito che ci è stato attribuito vorremmo dire:

Si può dire proprio tutto sulla Cina. Ma credere che essere iscritti al PCC non voglia dire nulla, o che il PCC non vegli direttamente sullo Stato cinese e sulle sue mille articolazioni interne e esterne è di una ingenuità non credibile.  Sicché riesce difficile pensare che non si veda, e riesce piuttosto facile sospettare che chi non vede in realtà è spesso e volentieri impegnato a non voler vedere.

Il PCC c'è, è molto importante: anche in Italia, anche nelle istituzioni internazionali. Lo si può stimare o averne orrore ("Questi sono comunisti!!!" ha gridato scandalizzato il prof. Sapelli). L'importante è farla finita con la farsa del "Questi pensano solo a fare soldi" e ragionare  in termini politici: "Dove stanno andando, in che direzione?".