11.09.2017

Il Congresso è vicino 2

A marzo 2017 il quotidiano dell'Esercito aveva riportato la notizia che il generale Zhang Shengmin aveva guidato un importante meeting anti-corruzione. La notizia era una delle più importanti conferme che in vista del Congresso il partito ha iniziato un'opera di pulizia all'interno dell'Esercito. Il generale sostituito - Du Jincai - veniva ufficialmente esonerato dall'incarico per raggiunti limiti di età. E tuttavia Du Jincai è solo il più famoso di una lista di generali che sono stati rimossi in queste settimane o che lo saranno nei primi di settembre. Alcune sono nomine antiche e affiliazioni politiche legate a Jiang Zimin, altri sono persone legate a Hu Jintao. Su molti, si sospetta, potrebbero esserci accuse di corruzione. O di non essere stati sufficientemente energici contro la corruzione.

Nelle celebrazioni del 90 anniversario del PLA (People Liberation Army) i richiami di Xi Jinping hanno sottolineato il ruolo decisivo dell'Esercito nella vittoria della rivoluzione. Dopo il 1949 - ha commentato Xi Jinping - il PLA si è rivelato di primaria importanza nel sostegno alla linea del partito, in alcune emergenze militari concluse vittoriosamente (Corea e Vietnam), nel respingere con la sua forza 'tranquilla' ogni tentativo frazionista e separatista.

Novanta anni di vita sono un evento importante. Ci si interroga sulle ragioni di questa enfasi: da giorni i giornali e le televisioni non fanno che trasmettere documentari sul PLA e il suo ruolo nella costruzione della Nuova Cina. Dieci anni fa l'80 anniversario non venne festeggiato con pari intensità. Ma si era alla vigilia delle Olimpiadi: la situazione era delicatissima a livello internazionale, era prevalsa la decisione di tenere un basso profilo, rimandando ad altri momenti. E tuttavia, anche in questo contemporaneo entusiasmo per l'esercito e il suo ruolo come fedele alleato del partito, due cose colpiscono. Le grande parata militare è stata trasmessa da tutte le televisioni in tutto il territorio nazionale, ma è stata tenuta in Mongolia Interna. Se quello che si vuole vedere da parte di alcuni commentatori americani fosse vero, se dunque l'esercito fosse davvero l'arma attraverso cui Xi Jinping si erge come nuovo leader 'carismatico', è verosimile pensare che la celebrazione avrebbe dovuto avvenire in Pechino, non così fuori mano. 

L'enfasi messa sull'Esercito e i suoi meriti ha finito col dilatare la rilevanza della rimozione di alcuni generali. Quello che in condizioni normali sarebbe stato un tradizionale  avvicendamento pre-congressuale ha assunto, in questo contesto di luce e attenzione sull'esercito, una visibilità inattesa. È lecito chiedersi quanti dirigenti militari possono avere trovato questo accoppiamento (celebrazioni da una parte e dimissioni dall'altra) poco opportuno. Se Xi avesse davvero in mente la svolta autoritaria che in tanti in Occidente affermano, tutto questo sarebbe stato poco prudente e molto poco opportuno. (2)