20.07.2017

Liu Xiaobo, Sun Zhencai, l'Inter: considerazioni

"Quando intendi attaccare vicino, predisponi i preparativi come per una lunga marcia. Quando intendi attaccare lontano: fingi di avere raggiunto la meta." (Sun Tzu, L'arte della guerra). Mi ero chiesto perché tanta copertura mediatica su una vicenda triste, ma dall'esito scontato: Liu Xiaobo. Non si è fatta attendere la risposta. Mentre le colonne dei giornali si riempiono di commemorazioni, la dirigenza cinese ha mosso un passo: il siluramento di Sun Zhencai. Immediatamente dopo la TV cinese ha attaccato Suning accusandolo di riciclaggio di denaro. La lotta politica a Pechino è ormai finita: quando si arriva sui giornali tutto si è ormai compiuto.


Le parole sono importanti in Cina, a maggior motivo perché sono poche. La rimozione di Sun Zhencai è stata motivata con l'accusa di non avere rimosso con sufficiente energia il metodo di lavoro e di alleanze di Bo Xilai.
Sembra un enigma per iniziati. Provo a scioglierlo.
a) negli anni in cui Bo Xilai ha retto il partito a Chongqing la sua azione si è caratterizzata per una decisa svolta in senso antistatale. Le 'masse' sono state chiamate alla mobilitazione contro la corruzione. Lo stato è stato cancellato: i metodi politici di Bo hanno richiamato in Cina e all'estero il linguaggio della Rivoluzione Culturale.
b) Chongqing - si veda in tal senso il mio Storie di uomini e di fiumi (2016) - ha una lunghissima tradizione di estremismo politico. La città è il cuore principale della resistenza alla crescita dello stato e delle istituzioni della società cinese. Bo Xilai, reati presunti o reali a parte, venne rimosso perché punta di diamante di uno schieramento politico determinato a spingere la Cina indietro diversi decenni sul piano del rapporto tra Stato e Partito;
c) la rimozione di Bo Xilai generò una reazione molto violenta nel partito. Dirigenti cinese fecero avere al New York Times la prova che Wen Jiabao - allora n. 2 dello stato e del partito - era coinvolto in esportazione di valuta e creazione di fondi all'estero. L'obbiettivo dell'attacco: screditare la dirigenza cinese e impedire la successione di Xi Jinping e Li Keqiang.
Oggi - ed è importante notarlo perché credo che stia qui la ragione di un suo probabile e imminente ritorno in prima posizione - Sun Zhencai non è stato rimosso perché 'corrotto'. Anzi. Gli è stata mossa l'accusa di essere stato troppo tenero nei confronti dell'estremismo maoista (l'eredità di Bo Xilai) di molto quadri a Chongqing.
Questo può significare che nel dibattito precongressuale Xi Jinping e la dirigenza del partito sono partiti all'attacco (ovvero hanno già vinto). Colpendo un uomo della loro squadra - quale è Sun Zhencai - hanno dimostrato che l'azione contro l'eredità estremista e maoista sarà durissima. Xi Jinping finge un attacco al suo stesso gruppo dirigente (Sun) ma il vero obbiettivo è altro: è la tradizione maoista del partito. Accusando Sun di non avere proceduto con energia si annuncia a tutti i quadri del partito che d'ora in poi non verrà tollerata alcuna timidezza nei confronti di questa radice estremista e giacobina del partito.
Come nel 2012 si attaccarono i fondi esteri di Wen Jiabao, così ora la CCTV attacca un'azienda il cui leader è in evidente condivisione politica con Xi, il gruppo Suning. Che la battaglia sia ormai vinta lo si comprende dalle dichiarazioni rilasciate dal gruppo Suning. Se il conflitto fosse ancora aperto sarebbero state prudenti. Si sarebbe offerti i libri contabili per un'investigazione. La risposta, al di là del tono formale, è quasi sprezzante 'siamo in linea completa con il governo'.
Ora si capiscono bene anche i rallentamenti dell'Inter in sede di campagna acquisti, ma siamo davanti a ricadute marginali.

Mai ignorare, leggendo la situazione interna cinese, il peso delle parole. Il Partito spiega, parla. È inutile arrampicarsi sugli specchi del potere di qua o potere di là se si ignora quello che il partito scrive.
L'attacco a Xi Jinping e al gruppo Suning è tanto clamoroso quanto sgangherato. Se si hanno prove di riciclaggio si va dai magistrati, non si rilasciano interviste in TV. In Cina si discute con i dirigenti, non con la stampa.
Ne deduco che nel dibattito precongressuale Xi Jinping e la componente moderata del partito hanno vinto battaglie ormai importanti. La rimozione (ma quanto durerà? uno, due anni?) di Sun sembrerebbe essere un autogol. Piuttosto pare l'inizio di un attacco frontale a ciò che resta (ed è tanto) del vecchio partito.
I prossimi mesi ci diranno quanto queste osservazioni sono giuste. Il povero Liu Xiaobo è servito a distrarre - in Cina e fuori - la vera manovra in atto. Mentre il Partito e la Cina venivano accusati di fascismo e di ogni altra turpitudine politica, la componente maoista e stalinista del partito sembrerebbe avere preso una sberla senza precedenti. Vedremo... vedremo.