24.07.2017

Storia di Hong Kong rivisitata

E così ci siamo arrivati: curiosando sulla stampa di HK e sui blog ecco comparire letture in fiera contrapposizione a Pechino e all'invito rivolto dal partito ai giovani di studiare la storia di HK e del secolo delle 'umiliazioni'. 

"L'umiliazione - scrive un blogger - è di Pechino che ci ha ceduto agli inglesi all'inizio del colonialismo." "Pechino si è sempre arresa agli eserciti stranieri, siamo noi di Hong Kong che abbiamo resistito. È nel nostro mare che i generali Song hanno preferito morire piuttosto che arrendersi agli invasori mongoli." "Quando ci fu il ritorno alla Cina tutti si aspettavano una svolta democratica in Cina che non è mai avvenuta. È Pechino che deve vergognarsi, non noi di Occupy Central." "Siamo noi a Hong Kong e nel sud della Cina che abbiamo resistito all'importazione dell'oppio. Noi contro gli inglesi e contro il governo di Pechino, connivente e complice." 

Ripenso a Edward Carr e allo splendido 'Sei lezioni di storia'. All'allarme lanciato da due big degli studi dell'area (Tony Saich e David Shambaugh) sui pericoli cui si va incontro se si pretende di conoscere la Cina senza conoscerne la storia. Sui disastri di una cultura tutta economia e finanza in cui alti livelli di conoscenza del settore convivono con ignoranza caprina su nozioni minime, basilari. Perché si può essere anche grandi economisti, ma se si confonde Roma, romano e romanico... sei il nulla, sei 'chiacchiere e distintivo'.

La fiera ignoranza dei giovani di Hong Kong confonde la lotta di funzionari imperiali con la sede dove svolgevano il loro compito. È ovvio che sia stato un magistrato della Cina del Sud ad opporsi alle navi degli inglesi 'trafficanti di oppio e di morte'. E chi doveva resistere? Quello comandato al confine con la Mongolia? Sostenere che il sud della Cina ha combattuto l'ultima battaglia contro gli invasori mongoli, sarebbe come dire che l'Isola di Caprera ha cercato di unificare l'Italia perché lì è vissuto e morto Garibaldi.

Resta la notifica dell'avvenuto cambiamento: quando si comincia a costruire un'altra storia e si legge il passato con questa lente significa che un altro passo è stato fatto in direzione di una 'indipendenza percepita'. Non è né vero né falso. Il problema del nazionalismo non è la sua solidità storica, ma il fatto che l'idea abbia conquistato il paese. Se tutto il nord avesse davvero creduto alla 'Padania' oggi probabilmente avremmo qualcosa di simile a un movimento di liberazione e qualcun altro starebbe inneggiando a Garibaldi, eroe del nord.

Una nazione comincia ad esistere solo quando viene percepita come tale: i cittadini dell'Italia settentrionale hanno sepolto nel ridicolo l'idea di Padania e oggi, in buona sostanza, non se ne parla nemmeno più. Cosa succederà a Hong Kong? Prevarrà il ridicolo (quindi il senso di appartenenza alla Cina) o la 'storia alternativa'? In ogni caso un segnale molto brutto per la Cina e per il partito.