08.09.2017

Polonews: ragioni di un impegno

Polonews è una sigla che raccoglie studiosi e collaboratori che hanno al centro delle proprie ricerche una comprensione maggiore della soggettività cinese. Cosa significa questo? Significa che Polonews non ha interesse a trasformare la Cina nella destinataria di condanne morali, politiche, ecologiche per i molti errori che ha recentemente compiuto nell'impetuoso cammino percorso negli ultimi decenni. È bene essere chiari su questo, in passato sono sorte molte incomprensioni. Polonews non è interessato né a condannare né a giustificare: noi ci muoviamo nella logica di cercare di capire, non di emettere giudizi morali. 

Succede che l'amore per una ricerca induca a essere tolleranti nei confronti dell'oggetto della propria indagine. Ancora più spesso succede che la passione per la ricerca venga scambiata per condivisione. Renzo De Felice e Edward Carr, il primo grande studioso del Fascismo in Italia e il secondo impareggiabile storico delle Rivoluzione Bolscevica, ne sanno qualcosa, in tal senso. L'accusa all'uno di essere 'fascista sotto mentite spoglie' e all'altro di essere 'connivente' con il potere sovietico non sono così lontane da essere state dimenticate da chi scrive.

Perché la ricerca di Polonews possa avvenire nelle migliori condizioni possibili ci sono alcune condizioni che sono indispensabili:

a) letture delle fonti in cinese. Una volta acclarato e diventato di pubblico dominio quello che scrivemmo nel 2006 in Ombre cinesi ovvero la sostanziale esistenza di un doppio regime di comunicazione, per cui i cinesi scrivono in cinese cose che non hanno alcun rapporto con quello che scrivono sulle loro riviste in inglese, non resta che tagliare fuori tutte le fonti in inglese e andare direttamente alle fonti del dibattito politico. Ovvero alle riviste di Partito, ai giornali, ai blog che vengono pubblicati in Cina in lingua cinese.

b) seconda condizione è la sostanziale indipendenza, non solo di giudizio. Università e imprese italiane, nelle loro collaborazioni con la Cina e con il Governo cinese, hanno già dimostrato abbondantemente in questo decennio quanto sia abile la politica cinese e come riesca a mettere il silenziatore a ogni forma di critica. Allacciati in una collaborazione che è comunque interessante, con o senza fondi, molti professori e imprenditori italiani non sanno più dove trovare lo spazio per le critiche. Un po' per educazione, un poco per opportunità, un po' perché il coraggio non alberga con frequenza nelle sedi universitarie, si finisce in una sorta di 'educato silenzio' ove le cose non vengono dette. Dunque non ignorate, ma semplicemente taciute. Su tutto la paura che una critica a Pechino possa bloccare ogni futuro progetto. il vuoto, il boicottaggio degli studenti cinesi, eccetera.

Sono calcoli comprensibili, forse anche un po' meschini, ma contro cui, comunque, è inutile lottare. E così, nonostante mille progetti e i molti tentativi annunciati negli ultimi anni, resta un ruolo per Polonews.info.

Capire come ragiona un politico cinese, come ragiona il governo cinese, cosa pensano molte persone in Cina. Obbiettivo ambizioso, fallito in partenza. Ma intanto... è un mattone. Poca cosa, ma un inizio.